Mi lascio ipnotizzare dal sentiero tortuoso che si insinua tra montagne aride. La pista della Gola del Diavolo dapprima è stretta, ombrosa, quasi oscura, nonostante il sole del deserto di Atacama. Dove saranno ora le simpatiche ragazze cilene con le quali ho scambiato qualche battuta all'inizio della forra?
Terzo giorno a San Pedro de Atacama, 2400 metri di altitudine. Ancora libero di non avvalermi di un tour ho risalito la valle del río San Pedro dominato da un contrasto accecante: dove scorre il torrente si incontra un poco di verde e qualche albero, appena fuori dal corso d'acqua splendono colline e montagne marziane.
L'affascinante Garganta del Diablo o Quebrada de Chulakao si restringe, si allarga, mi trascina a
vanti nel suo sentiero serpeggiante dal quale non è possibile deviare. Ogni curva a gomito riserva una sorpresa costituita da una caverna parziale, colline rosse scolpite dai profili spesso regolari. Il cielo è trattenuto da fiocchi di piccole nuvole zingare. A un tratto sulla sinistra compare un cespuglio di fiori dal colore analogo alla quello del terreno circostante. Il suolo è compatto ma friabile, con frammenti di pietre incastonate al suo interno.
Il cammino ora si fa più aperto e abbasso la testa sotto la potenza del sole. Qualcuno ha lasciato delle bici per risalire a piedi il mirador. Le risate delle giovani di Santiago sono ormai lontane.
Con un cammino totale di due ore e mezza da mio hostal giungo sulla cima del mirador, un punto panoramico che guarda la valle di San Pedro, la sua cittadina omonima immersa nel
verde e la catena delle Ande a est. Travolgente bellezza.
Da questo promontorio noto una traccia irregolare sulla sinistra che dovrebbe condurmi a San Pedro, riuscendo così a compiere un percorso circolare. Decido di provare, non prima di essermi fissato per bene in testa i passaggi chiave del sentiero che a un certo punto si ramifica.
Il viottolo solitario è perlopiù pianeggiante fino a un bivio che conduce a un avvallamento nel quale si individua una lontana strada sterrata che porta al centro abitato. Anche in questo caso memorizzo bene il tragitto ricco di diramazioni e senza segnaletica. Cammino, respiro e cammino. La lingua è secca, il cuore è forte. Affrancato dai legami u
mani, legato alla Natura.
In una ora e mezza sono di ritorno a San Pedro.
Programma: pranzo nelle bancarelle dei boliviani e prenotazione biglietto per l'Argentina. Via Paso de Jama.
Diritti riservati Creative Commons
Terzo giorno a San Pedro de Atacama, 2400 metri di altitudine. Ancora libero di non avvalermi di un tour ho risalito la valle del río San Pedro dominato da un contrasto accecante: dove scorre il torrente si incontra un poco di verde e qualche albero, appena fuori dal corso d'acqua splendono colline e montagne marziane.
L'affascinante Garganta del Diablo o Quebrada de Chulakao si restringe, si allarga, mi trascina a

Il cammino ora si fa più aperto e abbasso la testa sotto la potenza del sole. Qualcuno ha lasciato delle bici per risalire a piedi il mirador. Le risate delle giovani di Santiago sono ormai lontane.
Con un cammino totale di due ore e mezza da mio hostal giungo sulla cima del mirador, un punto panoramico che guarda la valle di San Pedro, la sua cittadina omonima immersa nel

Da questo promontorio noto una traccia irregolare sulla sinistra che dovrebbe condurmi a San Pedro, riuscendo così a compiere un percorso circolare. Decido di provare, non prima di essermi fissato per bene in testa i passaggi chiave del sentiero che a un certo punto si ramifica.
Il viottolo solitario è perlopiù pianeggiante fino a un bivio che conduce a un avvallamento nel quale si individua una lontana strada sterrata che porta al centro abitato. Anche in questo caso memorizzo bene il tragitto ricco di diramazioni e senza segnaletica. Cammino, respiro e cammino. La lingua è secca, il cuore è forte. Affrancato dai legami u

In una ora e mezza sono di ritorno a San Pedro.
Programma: pranzo nelle bancarelle dei boliviani e prenotazione biglietto per l'Argentina. Via Paso de Jama.
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