martedì 27 giugno 2017

Le insenature di corallo vicino a La Paz

Dei pescatori con la barca a traino mi accompagnano fino alla spiaggia di Pichilingue. 
Con l'odore forte dell'aria marina e abbagliato dal deserto della Bassa California torno sulla strada per chiedere un altro passaggio.
Arrivo a Telocote presto, e subito vengo ammaliato dalla sua lunga striscia di sabbia fustigata dal vento di sud-ovest. Non c'e' nessuno. Il mare trasparente porta gli occhi alla dirimpettaia isola Espíritu Santo costituita da rocce color crema e da qualche lingua di sabbia.

Dopo le dieci, quando la temperatura comincia ad alzarsi seriamente, decido di raggiungere playa Balandra. Il sentiero sale per una collina di pietre, rocce e terra rossastra. E qui, per la prima volta, respiro il deserto. Dai sassi che quasi non conoscono l'acqua, sale un caldo profumato di erba secca subito spazzato via dal vento benedetto. Cespugli dormienti senza foglie fanno compagnia ai cactus che tutti, nell'immaginario collettivo, consideriamo i cactus ideali: cilindrici, regolari, alti, perfetti, con qualche ramo laterale che cresce ad "U" o a "J". Meglio quelli ad U, ovviamente.

Al termine della collina domino un'insenatura. Forse si tratta di un peduncolo isolato della frequentata spiaggia Balandra, forse e' un'altra. Scendo verso il mare e, oltrepassata una duna che protegge l'entroterra, sono arrivato. Siamo in quattro: io, un gabbiano ed una coppia di uccelli marini gia' conosciuti in altri mari lontani del continente americano.
Cosa fare? Maschera, boccaglio e incontrare qualche trigger o angelfish tra le rocce coralline, tornando nel liquido primordiale. Il corpo accaldato esprime gioia ed imbarazzo quando si immerge nell'acqua che non supera i 25 gradi di temperatura. 
L'acqua del pacifico mar di Cortez.

lunedì 12 giugno 2017

Il viaggio inizia

Con l'avanzare delle ore la foschia copre le montagne lontane. L'aereo vira su una Citta' del Messico che non finisce mai: strade, case, qualche parco, qualche campo da calcio, le tende plastificate dei mercati rionali.
Oltre la capitale vedo montagne aride solcate da torrenti che ogni tanto si riempiono d'acqua. Proseguendo verso nord la cordillera si arricchisce  di alberi e qualche lago. Passo sopra uno di questi, molto grande e poco profondo. Piu' a ovest gli occhi raggiungono un paio di montagne alte semicoperte dalle nuvole. Il cratere di un vulcano spento dove si raccoglie un laghetto. Boschi che bruciano.
Ad un certo punto tocchiamo la costa pacifica: prima verde, poi una striscia regolare di sabbia, quindi le onde vigorose dell'oceano.
Il peduncolo della Bassa California arriva all'improvviso, di soppiatto. Anche da qui, dall'alto, si capisce che il mare, la costa, l'entroterra della California che guarda il mare di Cortez ha qualcosa di speciale. L'aereo scende verso La Paz. Prima di arrivarci viriamo attorno ad una lingua di terra che si protende verso est e poi a nord. In essa sono contenute piccole insenature. Il mare e´verde, calmo, deserto. L'acqua di cristallo permette di vedere la sabbia chiara sottostante, le rocce marine e forse coralli. Montagne aride di pietre rossastre e gialle si gettano sul mare. Atterro a La Paz, Bassa California del sud.
Il viaggio inizia.

 
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