Il bus proveniente da Bali corre veloce nella notte. Grazie alla luna, dal finestrino intravedo case di cemento ad un piano, campi di mais e canna da zucchero, palme. Dormo a tratti. Verso le 2:30 mi sveglia l'addetto del bus per avvisarmi che siamo a Probolinggo, Jawa est. Scendo e mi accorgo di non essere nella stazione degli autobus della citta' ma su una strada principale. Un ufficio turistico apre appositamente per me e, guarda caso, stanno per partire per il vicino vulcano Bromo, la mia destinazione. All'inizio mi arrabbio con i conducenti del bus, poi capisco che e' uno sporco accordo realizzato tra i loro padroni. Li abbandono tutti e prendo la strada del bus terminal.
Una aria secca e fresca mi avvolge a Cemoro Lawang, 2200 metri, sulle pendici esterne dell'enorme cratere che ora accoglie diversi vulcani, tra cui il famoso Bromo. Sono le 6 passate di questo lungo e aspro giorno. Giro rapido due homestay economiche, piazzandomi nella seconda (un frammento -prima o poi- lo dedichero' alle stanze del viaggio). Mi sento stanco, l'alba e' ormai sfiorita da un pezzo, ma l'eccitazione la vince. In qualche minuto raggiungo il crinale che declina nell'antico cratere: e' semplicemente immenso, con un diametro di circa cinque chilometri. In mezzo svettano diversi vulcani, tra cui il Bromo.

Impiego trenta minuti per attraversare questo deserto uniforme, ma poi sono sotto il vulcano Bromo. Jeep e cavalli per turisti sollevano polvere ovunque. Per fortuna arrivo sul costone del cratere quando ormai la massa dei visitatori e' tornata nei rispettivi hotel, quindi posso godere tranquillamente dell'incredibile panorama che sta sotto i miei piedi: all'interno del piatto e vasto cratere vedo una cavita' da cui escono morbide nuvole. I sedimenti del vulcano sono cosi' chiari che sembra roccia dolomitica. Osservo la montagna ed il panorama che mi offre per piu' di trenta minuti, poi torno a Cemoro Lawang a riposare un poco.
Martedi' 11 agosto
Ieri sera sono andato a dormire alle 20. Ora e' buio e le jeep ruggiscono lungo le stradine di Cemoro per far ammirare ai turisti l'alba sul Bromo. 3:23. Esco infreddolito sul balcone dell'alberghetto e vedo che c'e' ancora la luna. Non ho la torcia. Bene, si va. Alle 3:45 esco, eccitato, dribblando uno degli assilanti guidatori di jeep. Il sentiero che scende rapido nel cratere e' deserto.
Alle 4:20 circa sono sotto le pendici del vulcano Batok, attualmente inattivo. Nella prateria dentro l'antico cratere rimbombano i rumori delle jeep e di qualche solitaria moto. Voci di indonesiani a piedi dietro di me giungono all'udito. L'ascesa non e' facile causa la pendenza e la sabbia vulcanica. Alle 5:10 mi rendo conto di non riuscire a raggiungere la cima del Batok. Trovo un posto strategico dove la pendenza non e' esagerata e mi siedo.

Alle 6:50 scendo; sotto di me decine e decine di turisti spuntati dalle jeep si affannano per raggiungere il Bromo. Torno a piedi quasi in solitaria.
Una intraducibile spavalderia mi circonda.